Up patriots to arms!

No, non è di politica che voglio parlare dopo una lunga, lunghissima assenza da questo blog. È qualcosa di un po’ più delicato, in cui credo fermamente e che ho desiderio di condividere con quanti hanno voglia di leggere. Vorrei, però, porgere innanzitutto le mie scuse: a quanti riterranno che ciò che scrivo sia scontato, … Continua a leggere Up patriots to arms!

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Biglietto di solo ritorno.

A volte le cose fatte per caso sono le più sorprendenti. Accendo il telefono, spengo il cervello dopo un’intensa giornata di studio, apro Spotify e cerco sollievo per la mia mente affaticata: navigo tra le nuove proposte, accetto la prima senza pensare. Biglietto di solo ritorno è il nome dell’album che parte nelle mie orecchie, Gio … Continua a leggere Biglietto di solo ritorno.

In/quadrare il nero.

Quando si osserva quest’opera è inevitabile pensare: «questo potevo farlo anche io». È inutile controbattere a una tale presa di posizione. Tenterò comunque di spiegarti perché quest’opera è considerata come uno dei punti di partenza dell’arte del primo Novecento ma, soprattutto, perché non puoi farla anche tu – perché ammettilo, ci stavi ancora pensando. L’elemento … Continua a leggere In/quadrare il nero.

Un sacco d’arte.

Sulla scia di quanto inaugurato attraverso Manzoni, ho deciso di fare un passo indietro nel tempo. Mostrarti qualcosa di diverso, una riflessione sul processo creativo di un altro protagonista, purtroppo anch’egli vittima di una continua crociata anti-contemporaneista che tende a sminuire il valore oggettivo delle sue opere. Sto parlando di Alberto Burri. È necessario concentrarsi … Continua a leggere Un sacco d’arte.

Questioni di … merda.

Sì, hai letto bene, quello che vedi è merda! Di fronte a un’opera del genere, è difficile mantenere la calma e riconoscere genialità e creatività di un vero artista. Ti senti preso in giro e il risultato è, nella maggior parte dei casi, giudicare un tale artefatto come un’inqualificabile banalità. La verità è, se hai … Continua a leggere Questioni di … merda.

Call me by your name.

«Lo scorrere del fiume non significa che tutto cambia e quindi non possiamo riviverlo, ma che alcune cose restano uguali solo attraverso il cambiamento». Parafrasando Eraclito e la sua concezione del divenire, si dà inizio a un’odissea speciale nel nostro essere più intimo. Quella proiettata è la nostra vita: una vacanza estiva negli anni ottanta, «somewhere in northern Italy», … Continua a leggere Call me by your name.